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Storia

La Storia: quarant'anni di sviluppo qualitativo e quantitativo
"Verso la fine del marzo 1963, dall'esame dei comuni problemi di vita e di funzionamento dei servizi cardiologici ospedalieri, fu prospettata da G.A. Feruglio, E. Bellini e V. Cuzzato la necessità di organizzare tutti i cardiologi ospedalieri prestanti la loro opera in istituzioni cardiologiche e fisionomia centralizzata ed autonoma in una associazione sindacale di tipo nazionale. A tale scopo fu convocata una prima riunione che si tenne a Venezia, presso il Servizio di Cardiologia degli Ospedali Riuniti, il 25 aprile 1963. A questa riunione partecipò un ristretto numero di cardiologi che potremo definire 'fondatori' della nostra Associazione. Ci è caro ricordarli: oltre a G.A. Feruglio (Udine), E. Bellini (Venezia) e V. Cuzzato (Treviso), i colleghi G. Tumiotto (Ravenna), G. Masini (Lucca) anche in rappresentanza di M. Lombardi (Lucca), F. Giacomelli (Venezia-Lido)".

Così E. Bellini descrive la nascita dell'ANMCO nel numero 1 del bollettino "Cardiologia negli Ospedali" pubblicato il 25 maggio 1964. La prima Assemblea Generale si Svolge a Bologna il 2 giugno 1963; presenti o rappresentati 23 su di un totale di 42 aderenti. Viene costituita ufficialmente l'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, viene approvato il primo Statuto sociale e vengono nominati il primo Consiglio Direttivo ed il primo Presidente, il Prof. Vittorio Puddu.

L'attività dell'Associazione si sviluppa progressivamente e gli indirizzi vengono stabiliti nel corso delle Assemblee Generali: a Roma nel 1964, a Cagliari nel 1965, a Sirmione nel 1966, a Milano nel 1967.

Nello stesso anno si tiene a Roma la Prima Giornata di studio dell'ANMCO, dedicata ai problemi organizzativi della Caridologia Ospedaliera, e a Milano, in settembre, si svolge il Primo Corso "del Niguarda", pensato e realizzato da R. Donatelli e da F. Rovelli e vissuto dai partecipanti come forte momento di "aggregazione scientifica e culturale".

Nel 1968 si svolgono, a Brescia, il Secondo Congresso Nazionale ANMCO, il Simposio sull'Unità di Cura Intensiva Cardiologia e l'Assemblea Generale: tre forme diverse di incontro dei Soci si svolgono per la prima volta in concomitanza. Da questo Congresso l'ANMCO esce rafforzata: l'Associazione partecipa alla elaborazione delle Leggi delegate che regoleranno il funzionamento degli Ospedali in base alla riforma e in tali leggi la Cardiologia Ospedaliera viene finalmente strutturata ed inserita in modo organico e funzionale in tutti gli Ospedali generali, regionali, provinciali e zonali.

Nel 1969 vengono istituite le Sezioni Regionali dell'ANMCO con l'intento di intervenire alla periferia in maniera articolata per fornire ai Consigli Regionali il supporto tecnico necessario per la creazione e lo sviluppo delle Istituzioni Cardiologiche.

Il 1970 sotto la presidenza Feruglio è un anno denso di eventi decisivi per la configurazione e lo sviluppo dell'Associazione:
  • a Venezia, presso la Fondazione Cini, si tiene il Primo Congresso Scientifico ANMCO
  • a Firenze, al Palazzo dei Congressi, si svolge l'Assemblea Generale, che rilancia l'obiettivo dell'Associazione di "dare ad ogni Ospedale italiano la sua istituzione cardiologica strutturata in maniera adeguata alle reali necessità locali sì da garantire ai cardiopatici, in tutto il Paese, un'assistenza diagnostica e terapeutica efficiente ed aggiornata".

Si decide di pubblicare il Giornale Italiano di Cardiologia: la rivista, la cui testata è di proprietà dell'ANMCO, nasce in sostituzione di altre tre riviste cardiologiche italiane (Folia Cardiologica, Malattie Cardiovascolari, Cuore e Circolazione); il primo Direttore è F. Rovelli. Viene istituito il Consiglio Nazionale, formato dal Consiglio Direttivo, dai Delegati Regionali e dal Direttore del Giornale Italiano di Cardiologia. Viene creato e divulgato il logo dell'Associazione.

Da quest'anno in poi:
    i Presidenti si avvicendano ogni due anni;
    l'impegno sul piano organizzativo e sindacale registra uno sviluppo della Cardiologia Ospedaliera lento e spesso difficoltoso, ma progressivo e innovativo;
    il primo numero del Giornale Italiano di Cardiologia viene pubblicato nel 1971; dopo alcuni anni la rivista ottiene il riconoscimento della recensione sull'Index Medicus e sul Current List e nel 1977 si trasforma da bimestrale a mensile;
    i Congressi scientifici si tengono con cadenza annuale in varie città e Firenze ne diviene la sede unica;
    durante la presidenza di Prati nel 1973 si stabilisce che l'ANMCO abbia una Sede Nazionale fissa; viene scelta la città di Firenze e la prima sede viene attivata in via Santa Monaca al numero 2.

All'inizio degli anni 80 l'ANMCO si configura, con i suoi circa 2000 iscritti, come la forza rappresentativa più importante dei Cardiologi operanti nel Servizio Sanitario Nazionale sia sul piano organizzativo sia su quello culturale e scientifico e nel febbraio 1984, Presidente A. Lotto, dà inizio a quella che è riconosciuta come la sua maggiore realizzazione scientifica: gli studi GISSI.

Negli anni successivi l'operatività dell'Associazione viene riconosciuta a livello internazionale:
  • nel 1986 Lancet pubblica i risultati dello Studio GISSI
  • nel 1987 i Soci ANMCO entrano in blocco nella European Society of Cardiology.

Nel biennio 1988-1990, su proposta di L. Tavazzi, viene decisa la creazione del Centro Studi dell'ANMCO, concepito come strumento di lavoro e di raccordo tra ideazione, cultura e organizzazione all'interno dell'Associazione.

Nel 1990 sempre a Firenze, Presidente Solinas, viene inaugurata la nuova Sede nazionale di Via La Marmora 36, che diventa il "cuore operativo" dell'ANMCO: la Segreteria vi svolge la sua intensa ed articolata attività; il Consiglio Direttivo, il Consiglio Nazionale e le varie e numerose Commissioni vi tengono le proprie riunioni; vi operano Segreteria e Comitato di Redazione del Giornale Italiano di Cardiologia; viene attivato il Centro Studi.
Nel biennio 1992-1994 si pongono le basi per la strutturazione dell'Associazione in Aree, proposte da L.Tavazzi come forme di aggregazione culturale dei Soci finalizzate a garantire continuità di attenzione e di iniziative nei vari Campi della Cardiologia.
In questi stessi anni ed in quelli successivi si struttura il Learning Center presso la Sede Nazionale e si moltiplicano le iniziative dell'Associazione sia in ambito organizzativo e gestionale sia in quello scientifico e culturale.

Nel biennio 1994-1996, Presidente Tavazzi, la politica scientifica e culturale dell'Associazione si articola in studi di epidemiologia e di uso delle risorse, in analisi dei settori del Sistema Sanitario, in messe a punto dei percorsi diagnostico-terapeutici; il Centro Studi diventa un "nucleo operativo strutturato ed organizzativamente autonomo"; i rapporti con il Ministero della Sanità si infittiscono; si riavvicinano le posizioni di ANMCO e SIC e le due Società producono il documento propositivo "Struttura e Organizzazione funzionale della Cardiologia" con cui viene proposto il modello del Dipartimento Cardiovascolare.

Il 1997, Presidente Santini, si apre con la Conferenza Nazionale ANMCO-Regioni; l'attività scientifica del biennio 1996-1998 si incentra prevalentemente su studi clinico-farmacologici e su progetti di ricerca delle Aree, che si organizzano e aumentano di numero. Il Centro Studi si trasferisce in una sede propria, nello stesso stabile della Sede nazionale, e diventa struttura autonoma di riferimento per l'attività di ricerca dell'Associazione mentre la Sede storica viene dedicata interamente all'attività organizzativa e didattica. La sede del Congresso Nazionale viene trasferita dal Palazzo dei Congressi alla Fortezza da Basso.

Il 1998 registra una serie di importanti eventi: il raggiungimento della quota di 4460 iscritti, la partecipazione dell'Associazione allo Studio PEACE con la validazione del Centro Studi da parte dell'NIH (National Institute of Health) degli USA. In quello stesso anno viene costituita la Federazione Italiana di Cardiologia che riunisce ANMCO e SIC (Società Italiana di Cardiologia). Esse, pur mantenendo ciascuna la propria identità ed autonomia, decidono di riunirsi in una Federazione a cui demandano la rappresentanza per i rapporti con le altre società scientifiche a livello internazionale e con gli organismi istituzionali italiani (Ministero della Salute e Assessorati Regionali).
Da ultimo il 1998 vede anche la nascita della Fondazione per la lotta contro le Malattie Cardiovascolari/Heart Care Foundation, creata dall' ANMCO per un più diretto rapporto con i cittadini.

Il 1999 vede la nascita, conseguenza diretta della costituzione della Federazione Italiana di Cardiologia, dell'Italian Heart Journal dall'unificazione del Giornale Italiano di Cardiologia, pubblicato dall'ANMCO, e Cardiologia, pubblicato dalla SIC. Nel 2000, a seguito del riconoscimento della Fondazione per la lotta contro le Malattie Cardiovascolari/HCF da parte del Ministero della Sanità il 25 settembre 2000, prende avvio il processo di modifica dello Statuto ANMCO in modo da recepire i cambiamenti istituzionali conseguenti. Nel 2001 si conclude il processo di approvazione del nuovo Statuto. Si perfeziona il passaggio del settore della Ricerca dell'ANMCO, il Centro Studi ANMCO, alla Fondazione, che ha dovuto modificare la sua struttura diventando ONLUS. Nel 2002 viene creato il Centro di Formazione ANMCO preposto allo sviluppo dell'attività di formazione e aggiornamento dei cardiologi e degli infermieri professionali.

In 40 anni l'ANMCO è passata da un gruppo sparuto di Cardiologi che si erano riuniti soprattutto per difendere e affermare la specificità e l'autonomia della Cardiologia rispetto alla Medicina Interna, ad un'Associazione con oltre 5000 iscritti presenti nella quasi totalità degli ospedali, riconosciuta in tutto il mondo per la sua autorevolezza scientifica, apprezzata dagli organismi istituzionali per l'elaborazione di modelli organizzativi e per studi che possono migliorare la qualità dei servizi sanitari, intensamente impegnata nella formazione professionale dei propri iscritti perché possano rimanere aggiornati rispetto al tumultuoso sviluppo delle conoscenze.

Fonti: “Cardiologia negli Ospedali”
1-124; 1964-2002